Dualità bene-male

Dualità bene-male: una prospettiva transdottrinale

La dualità tra bene e male, centrale nell'evoluzione e nella vita dell'uomo, è un tema ricorrente in molte tradizioni religiose e filosofiche. Nel Taoismo, questa dualità è rappresentata dal simbolo del Taijitu (Yin-Yang), dove il bianco e il nero si intrecciano per creare un equilibrio cosmico:

Tao Te Ching, Capitolo 2:
"Essere e non-essere generano l'un l'altro. Difficile e facile si completano a vicenda. Lungo e corto si definiscono a vicenda. Alto e basso dipendono l'uno dall'altro. Prima e dopo seguono l'un l'altro."

Nel Buddismo, il male è visto come il risultato dell'ignoranza e del desiderio, elementi da superare per raggiungere l'illuminazione in una prospettiva reincarnazionista, attraverso un lungo cammino dell'anima.
Il Cristianesimo, solo alcuni dei cui padri apocrifi accettano la reincarnazione1Origene (185-253 d.C.), nella sua opera "De Principiis,". San Girolamo (347-420 d.C.): nella sua "Lettera a Demetriade,". Il libro della Sapienza (Sapienza 8:19-20), in cui si recita:"Ero un ragazzo di nobile indole, ebbi in sorte un'anima buona o piuttosto, essendo buono, ero entrato in un corpo senza macchia.", affronta comunque e con pienezza la dualità bene-male attraverso la figura dell'anticristo, che rappresenta l'opposizione al bene divino e la promessa della sua sconfitta finale:

Apocalisse 20:10:
"Il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo."

La legge del karma: causa ed effetto
Proprio in relazione alla dicotomia bene-male, possiamo riferirci al concetto di Karma che, fondamentale nelle citate filosofie orientali quali l'Induismo e il Buddismo, descrive un sistema di causa ed effetto sulla base del quale le azioni di una persona determinano il suo futuro. Detto principio di reciprocità si riflette, essendone alla base, anche nel continuo ciclo di Yin e Yang del Taoismo:

Bhagavad Gita 2:47:
"Il tuo diritto è compiere il tuo dovere, ma non sugli esiti delle tue azioni. Non lasciare che il frutto delle tue azioni sia la tua motivazione, né lascia che tu sia attaccato all'inazione."

Il ruolo del male come strumento di crescita: il "deserto biblico"
Nella Bibbia, il male e la sofferenza sono spesso visti come strumenti divini per la purificazione e la crescita spirituale. Il concetto del "deserto" come luogo di prova e redenzione è emblematico in tal senso:

Deuteronomio 8:2:
"Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi."

Questo viaggio attraverso la sofferenza e la purificazione rispecchia il principio karmico per il quale dal male si generi il bene, proprio come il giorno segue alla notte, nel meraviglioso ciclo del creato:

Isaia 48:10:
"Ecco, ti ho raffinato, ma non come argento; ti ho provato nel crogiuolo dell'afflizione."

Il libero arbitrio e il rapporto dell'uomo con il male
A riguardo proprio della medesima dualità, subentra il "libero arbitrio", centrale in molte tradizioni religiose. Principio e dono unico, esso distingue l'uomo dalle altre creature permettendogli di scegliere consapevolmente tra il bene e il male. Questa capacità di decisione morale, che potremo definire discernimento, è alla base dell'Io sono, letto anche in visuale steineriana2Rudolf Steiner (1861-1925) è stato un filosofo, esoterista e fondatore dell'antroposofia, un movimento spirituale che integra elementi della filosofia, della scienza e della spiritualità. Steiner ha esplorato temi come la reincarnazione, il karma e l'evoluzione spirituale, cercando di unire il pensiero scientifico con la dimensione spirituale dell'esistenza umana.. Essa consente all'uomo di plasmare il proprio destino, riflettere sulle conseguenze delle sue azioni e perseguire la crescita spirituale, avvicinandosi così al divino attraverso scelte etiche e consapevoli. Nel Cristianesimo, questa scelta di discernimento, alla base dell'essenza etica e spirituale dell'uomo, è chiaramente espressa in diversi versetti, tra cui:

Deuteronomio 30:19:
"Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita affinché tu viva, tu e la tua discendenza."

Ma, in sintesi, qual'è il ruolo dell'uomo nei confronti del male?
Osserviamo intanto che, come recita la stessa scrittura biblica a guida del cristianesimo, l'uomo può subire il male passivamente, vedendolo come una prova divina (deserto), oppure agire attivamente (libero arbitrio), scegliendo consapevolmente il bene e la luce:

Osea 2:14:
"Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore."

Nel Taoismo l'uomo, è tenuto a mantenere l'equilibrio cosmico scegliendo la luce e il bene, partecipando così attivamente al ciclo della vita:

Tao Te Ching, Capitolo 2:
"Essere e non-essere generano l'un l'altro. Difficile e facile si completano a vicenda. Lungo e corto si definiscono a vicenda. Alto e basso dipendono l'uno dall'altro. Prima e dopo seguono l'un l'altro."

Questa capacità di scelta rappresenta un elemento cruciale nel cammino verso la perfezione spirituale, come ribadito in altri versetti tratti dalla scrittura biblica:

Giacomo 4:17:
"Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato."

Considerazioni finali
Bene e male sono forze opposte ma complementari, come il giorno e la notte entrambe facenti parte del progetto divino.
Tanto il principio di causa ed effetto del Karma, quanto il concetto di libero arbitrio esaminati, richiedono una riflessione profonda a riguardo di una dualità determinante per l'evoluzione spirituale dell'essere umano. I medesimi principi, presenti in diverse tradizioni religiose e filosofiche, sottolineano l'importanza del discernimento e della scelta consapevole nel percorso dell'uomo verso la redenzione. Attraverso un'aproccio introspettivo di continua ricerca ed un dialogo intimo con il divino, ciascun uomo è tenuto a render florido il proprio giardino spirituale, cellula autonoma del Corpo Cosmico, sopportanto la sofferenza inflittagli dal male in virtù della propria crecita, con consapevolezza e dignità, ed orientando le proprie libere scelte al bene. Solo così egli contribuirà allo sviluppo d'un universo più giusto e armonioso e si garantirà la salvezza.

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