Approccio verticale con Dio

Verso una religione unica: approccio yogico al divino

Nell'era contemporanea, la ricerca spirituale assume una nuova dimensione.
L'essenza dell'uomo si riflette nella sua aspirazione al divino attraverso una visione olistica che tutto vede come meravigliosamente interconnesso, al di là di ogni differenza religiosa. La tensione verso una religione che abbracci l'essenza delle diverse fedi si manifesta in un approccio verticale al divino, intimo, diretto, personalissimo, che unisce e trascende le singole tradizioni spirituali. In questo contesto, l'opera di Paramahansa Yogananda (sito ufficiale), "L'eterna ricerca dell'uomo" (download), offre una prospettiva illuminante sull'integrazione di verità spirituali universali.

La ricerca dell'unità spirituale
L'umanità è impegnata in un'eterna ricerca di "qualcos'altro" , verso una felicità completa e senza fine.
Per quelle anime singole che hanno cercato e trovato Dio, la ricerca è finita. Egli è quel "qualcos'altro".
Ciò sottolinea l’importanza di realizzarsi in Dio come obiettivo primo, quale meta che trascenda ogni differenza culturale e religiosa.
Non è un tentativo di uniformare le credenze ma, di riconoscere e onorare verità spirituali che permeino l'intero creato, nell'Unità.

"Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti"​ (Efesini 4)

La natura velata del divino
La natura vela la presenza di Dio ma, perché? E perché fu data all'uomo la tentazione?
L'uomo è stato creato perchè potesse cercare l'Uno e goderne, che lo potesse prima percepire, poi scegliere in un atto di libero arbitrio, in quanto quale forma di beatitudine ben al di sopra d'ogni tentazione terrena. Prove e sfide della vita non sono dunque che strumenti, prove attraverso cui l'uomo è spinto a cercare il divino. Ogni religione, con le sue pratiche e dottrine, promuove un cammino attraverso il quale avvicinarsi a questa realtà nascosta.

"...Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma vive di tutto ciò che esce dalla bocca del Signore." (Deuteronomio 8)

L'universalità della verità spirituale
È necessario che si crei una federazione di tutte le religioni e di tutte le nazioni.
Tale unione avverrà solo quando ogni uomo si impegnasse in quella meditazione che conduce al contatto diretto con Dio, in una comunione salvifica, l'unica a soddisfare l'innata sete di verità che muove l'umanità.

"Con lui parlo bocca a bocca, chiaramente e non per enigmi, ed egli contempla la forma del Signore." (Numeri 12:8)

La meditazione e la preghiera sono strumenti universali che possono essere utilizzati per avvicinarsi a Dio, indipendentemente dalla tradizione religiosa a cui si appartiene. Tale visuale promuove l'idea che l'esperienza personale del divino è la chiave per l'unità spirituale globale. Ciascuno perfezioni il proprio rapporto con Dio e, come cellule d'un unico corpo, ci si ritroverà immersi nel benessere della perfezione dell'intero cosmo.

"Esiste un Dio. Egli ha dato all'uomo l'indipendenza, la forza e la ragione. L'uomo può trovare il Signore in virtù del dono della ragione. Passare il vostro tempo solo giocando con la vita, senza trovare Dio, significa sprecare il divino potere che è stato posto in voi." (Yogananda)

Yoga: la via universale verso il divino
Lo yoga rappresenta una pratica universale che trascende le barriere religiose, fornendo un percorso spirituale comune per avvicinarsi al divino. Originato in India, lo yoga è stato adottato da diverse tradizioni religiose per i suoi benefici fisici, mentali e spirituali.
Nel cristianesimo, alcune comunità hanno integrato lo yoga nelle loro pratiche spirituali, utilizzando posture e meditazioni come forme di preghiera e riflessione. Allo stesso modo, nel sufismo islamico, lo yoga è visto come uno strumento per la purificazione interiore e l'unione con Dio attraverso la meditazione e il controllo del respiro (Yoga Kali).

"Io voglio darvi qualcosa di più che semplici parole capaci di ispirarvi solo temporaneamente; voglio lanciare proiettili stellari direttamente nelle vostre tenebre spirituali, perchè le loro esplosioni di luce facciano sì che voi stessi vediate la verità di quanto ho detto." (Yogananda)

Paramahansa Yogananda descrive lo yoga come una scienza universale della religione che insegna come superare l'illusione della separazione e realizzare la nostra unità con Dio (Self-Realization Fellowship). Egli sostiene che, sebbene le religioni del mondo siano basate su credenze differenti, la vera base della religione dovrebbe essere una scienza che tutti i devoti possano applicare per raggiungere Dio.
La meditazione è preghiera, non solo un metodo per rilassarsi ma, un sacro viaggio di auto-scoperta e comunione con il divino.
È necessario avvicinarsi a questa pratica con un cuore aperto e con la volontà di arrendersi, creando lo spazio per una trasformazione profonda che ci riconnetta con ciò da cui siamo stati creati.

La scienza e la spiritualità
Yogananda, nel suo approccio innovativo, sostiene che la scienza e la spiritualità siano complementari piuttosto che opposte.
Egli propone che la meditazione e altre pratiche spirituali possano essere studiate scientificamente per verificarne i benefici psicologici e fisiologici, dimostrando così che esse non sono basate solo sulla fede cieca ma, trovano una validazione anche empirica.
Integrando la saggezza antica con le scoperte moderne, Yogananda promuove un percorso spirituale che è sia radicato nella tradizione che adattato alla mentalità contemporanea. Questa sinergia tra scienza e spiritualità non solo rende le pratiche spirituali più accessibili, ma rafforza anche la loro validità, contribuendo a una comprensione universale del divino, raggiunta la quale saremo oltre ogni conflitto interreligioso.

"La scienza e la religione dovrebbero andare di pari passo. Tutti i risultati della ricerca scientifica sono precisi e sono collegati mediante il raziocinio, mentre la religione è spesso dogmatica. Quando Gesù esortava i suoi discepoli ad aver fede, non intendeva parlare di cieche credenze. Mi spezza il cuore vedere il dogmatismo cieco, perché esso costituisce una delle ragioni per cui la maggioranza degli uomini non hanno un vero interesse per Dio" (Paramahansa Yogananda).

Alcune considerazioni
In definitiva, il cammino verso una religione unica non implica la fusione delle fedi in una sola dottrina, ma piuttosto il riconoscimento e l'adozione di principi spirituali universali, nonché pratiche coerenti con principi scientifici, che possano guidare l'umanità verso un'esperienza personale del divino. Come espresso da Yogananda, la realizzazione di Dio è il culmine della ricerca spirituale e rappresenta un obiettivo comune che tutti può unire nella pace.

"L'umanità è impegnata in un'eterna ricerca di 'qualcos'altro' che spera le porti una felicità completa e senza fine. Per quelle anime singole che hanno cercato e trovato Dio, la ricerca è finita. Egli è quel 'qualcos'altro'" (Paramahansa Yogananda).

Yogananda ci fornisce dunque un profondo insegnamento. Sebbene valori come l'amore incondizionato vadano perseguiti, in quanto unificanti ed alla base di tutte le religioni, è necessario un salto dello spirito per toccare Dio. Non solo opere, sia pur coerenti con lo spirito cristico ma, una visuale scientifica della fede, una vera tecnica dello spirito quale lo Yoga e la meditazione. Solo così ritroveremo quel che non è Ego materialista, consumismo, denaro, abuso dell'ambiente, né corsa agli armamenti ma, quel dimenticato, inteso quale massima espressione della nostra innata e divina perfezione.

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